|
Giovedi' 11 Giugno 1987
LA SFIDA DELLE DONNE Solo una minoranza ha l'elezione "garantita" Sono 1577 in tutto le donne candidate, ma solo una modesta centuria di questa legione entrera' a Montecirorio e palazzo Madama. La maggior parte delle elette aderira' al Pci, che conta di portarne in Parlamento almeno 70. E' una scelta precisa di Botteghe Oscure: garantire l'elezione da una quota certa di donne. Il meccanismo e' noto: tutti gli iscritti al partito (circa un milione e mezzo a livello nazionale) stanno ricevendo in questi giorni biglietti con le tre preferenze da assegnare nelle votazioni per la Camera dei deputati. Una parte di tali preferenze e' stata appunto studiata in modo da rendere certo l'accesso a Montecitorio di una sessantina-almeno-di donne. Per una decina sono stati individuati altrettanti collegi "sicuri" per passare a Senato. Anche nella Dc e nel Psi l'elezione di un certo numero di donne e' "garantita", mentre per gli altri partiti bisogna limitarsi alla sola Susanna Agnelli (per la verita' un po' irritata per essere stata messa al terzo posto della lista a Torino) nel Pri; a Patrizia Arnaboldi per Dp (numero due a Milano dopo Mario Capanna); infine ad Adele Faccio, Adealide Aglietta ed Emma Bonino per i radicali, che tradizionalmente riservano alle donne una parte cospicua dei loro seggi. C'e' l'incognita della Lista Verde, che annovera il 50% di candidati e dal risultato complessivo dei Verdi dipendera' il numero di elette. Pli e Psdi, e' pressoche' certo, non porteranno alla Camere nessuna delle (poche peraltro) candidate. Che cosa spinge queste donne ad investire tempo, energie e denaro accettando di candidarsi senza avere pressoche' alcuna possibilita' di essere elette ? Ben poche si fanno illusioni, tutte comunque aggiungono "mai dire mai". La liberale Mirella Cece (in lista a Roma), per esempio non vuole sentir parlare di resa, e poi si batte come una leonessa per spuntarla. Ma parliamo di Leda Lojodice, un personaggio singolare:ballerina coreografa,insegna danza al Teatro dell'Opera di Roma, si presenta nel Psdi.Novizia della politica,sulla carta e` "chiusa" da concorrenti ben piu' esperti ed agguerriti. Perche' ha accettato questa sfida ? La sua risposta e' un inno al segretario del Psdi:" E' stato Nicolazzi a darmi il coraggio di presentarmi. Ritrovo nella proposta dell'alternativa riformista la stessa volonta' di evolvere, migliorare, che ho messo nel mio lavoro". E se un destino improvvisamente non piu' cinico e baro la capultasse a Montecitorio, che fara'? La bella Lojodice non ha esitazioni: "Voglio riuscire a portare a piena dignita' il lavoro di ballerina. D'altronde non e' vero che danza e' donna ?". Tutt'altra storia quella di Adeline Moreau. Francese di nascita, ha insegnato in Tunisia prima di approdare a Pomezia dove da anni e' impegnata come rappresentante del Pli nel consiglio comunale e nella Usl. Nel coro pressoche' generale delle candidate che prima di tutto valorizzano il loro essere donne, la signora Moreau va controcorrente: "A volte mi dimentico di essere una donna perche' nel mio lavoro non c'e' una risposta al "maschile" o al "femminile" ai problemi di efficienza nei servizi pubblici. Fin dall'inizio ho considerato inutili queste elezioni,perche` alla fine danneggiano il mio lavoro. Pomezia e' un comune difficile". Ma allora perche' ha accettato la candidatura ? Adeline Moreau, una avvenente signora bionda sulla quarantina con una cadenza che inequivocabilmente ricorda quella di Peter Sellers nei panni dell'ispettore Clouseau, risponde seccamente: "Perche' non ho trovato motivi molto forti per rifiutare, anche se penso che e' meglio utilizzare le donne piu' a livello delle istituzioni locali. Comunque e' una scommessa, forse una prova di coraggio, una piccola sfida di essere alla pari degli uomini. Fin dal primo momento ho saputo che le probabilita' di essere eletta sono minime, ma non era un buon motivo per non accettare la proposta del Pli". C'e' una vena di durezza nelle parole della signora Moreau, sembra quasi che sottovaluti le capacita' delle donne, se pensa che "rendano" meglio negli enti locali piuttosto che in Parlamento. Non e' cosi'?"No, non sottovaluto niente. Sono le donne, spesso, a non avere abbastanza fiducia in se stesse. E quando parlo di lavoro negli enti locali lo faccio perche' le donne sono piu` concrete meno logorroiche degli uomini". A proposito di logorrea,Nicoletta Cappellini,candidata nel Pri a Roma, non risparmia una battuta sul suo segretario: " Sono d'accordo con la Moreau: noi donne abbiamo piu' concretezza. Gli uomini (compreso Spadolini, anzi a partire da lui) spesso non la smettono mai di parlare. Per me cambiare i metodi e la gestione della politica significa partire anche dal linguaggio; spesso nella politica dei maschi si parla tanto di formule e poco o niente di cose da fare. Dicendo queste cose l'architetto Cappellini sembra una femminista classica, eppure e' iscritta al Pri da 24 anni, nel partito ha percorso tutte le tappe dal direttivo di sezione fino al consiglio nazionale e oggi e' vicesegretaria del movimento femminile repubblicano. Per la prima volta si candida per la Camera(e' nella testa di lista a Roma), sa di essere "chiusa" in partenza da Mammi' e Dutto, ma non demorde e pur in tale situazione difende il suo partito dalle accuse di chiusura verso le donne: "Il Pri non si e' messo alcun fiore all'occhiello; nonostante lo scarso numero di candidate il nostro movimento e' forte". Per Patrizia Arnaboldi la marcia verso Montecitorio e' cominciata dalla sede di Dp a Milano in via Vetere per poi passare a quella di Roma. Una marcia che nasce da una scelta del partito, non da una opzione personale. Brianzola, militante del movimento studentesco della Statale di Milano negli "anni d'oro" del '68, poi nel Pdup prima di approdare a Dp. La sua campagna elettorale e' quella tradizionale (e povera) di Dp: decine e decine di comizi, incontri di caseggiato, niente sport in tv, l'area milanese battuta palmo a palmo. " Un continuo, grande incontro di massa. Niente di nuovo per me. La fatica di sempre con l'entusiamo di sempre". |
|
Anno XLIV/ N.153 Sabato 20 Giugno 1987
VITA E GUADAGNI DELLA NEOELETTA RADIOGRAFIA DELL'ONOREVOLE ILONA STALLER Lunedi' l'aspettano i carabinieri in caserma, venerdi' i giudici del Tribunale di Velletri. Sono questi gli impegni di Ilona Staller, prima di presentarsi in Parlamento. Ha scelto per la seduta inaugurale una mise rosa accollata e aderente."Li' col seno non si scherza, rischierei l'espulsione. Continuero' a esibirmi nei dancing". Il parlamentare radicale ai fini fiscali si qualifica come "artista", categoria 8100 per l'IVA. Si e' favoreggiato di redditi miliardari, ma siamo andati a controllare e la realta' e' ben diversa, almeno per quanto riguarda le denunce IRPEF '80 e '81 e quelle IVA '82 e '83. In Parlamento, dovra' denunciare la sua consistenza patrimoniale. L'amnistia del dicembre '86 ha cancellato tutti i procedimenti giudiziari per oscenita' sino all'8 giugno dello scorso anno. Ma la neoparlamentare aveva ricominciato a collezionare denunce. Sono iniziati i lavori di restauro della Fontana del Bernini a piazza a Navona, danneggiata dai fans scatenati. Quasi una crisi per la Giunta di Viareggio che ha negato il Palazzetto dello Sport all' on. Staller che doveva esibirsi con le sue colleghe in un atteso spettacolo. E' nato un comitato per il controllo delle candidature al Parlamento. Sara' proposta una legge di iniziativa popolare per evitare casi come quello del parlamentare radicale.
|
|
TUTTO Misteri LAZIO di Agenzia settimanale ROMA Comune - Provincia - Regione Riservata per abbonamento Sped. Abb. Postale 1bis/70 a.III - n.21 11 giu. 1987 L'ITALIA CRESCE.... FORZA ITALIA! Come difensori di Roma invitiamo a non votare Paris Dell' Unto, Gianfranco Fini e Alberto Michelini. La loro propaganda elettorale e' contraria....al buon gusto. Fini e Michelini, sono sempre stati: sordi , ciechi e muti. Hanno preso d'assalto la diligenza campidogliesca; sputando veleno (anche nei riguardi di certe Aziende pubbliche), pronosticando "gatti neri" per Signorello. Sara' uno scontro tra "titani". Iddio ci salvi! Ed allora, prima del numero speciale per 50 mila laziali, ecco la nostra risposta: DC - Andreotti, Darida, Sbardella, Bubbico, Cursi, Merolli, Rocchi, Mensurati, Ciocci, Lavagnini, Castrucci, D'Onofrio. PSI- Santarelli , Piermartini. PRI- Alibrandi, Di Nepi. PSDI- Schietroma, Zavaroni. PLI- Bozzi, Annese (?), Cece. 14-15 giugno : DC, PSI, PRI, PLI, PSDI MANCANO POCHE ORE...ATTENTI ALLA MATITA! La prossima, per il Lazio, dovrebbe risultare una buona legislatura.
Perche' la maggioranza dei candidati provengono da esperienze comunali,
provinciali e regionali. Certo, noialtri ci occupiamo soltanto del "penta"
, pero', anche i comunisti e i missini, non scherzano. Hanno buoni "cavalli
di razza". Stavolta, contrariamente al passato, se saranno accettate anche
le nostre indicazioni, il Lazio potrebbe ottenere risultati: soprattutto
per Roma Capitale. Tra i tanti candidati ci sono Vittorio Sbardella
(DC), Cesare Cursi (DC), Vincenzo Pietrini(PSI), Gilberto
Zavaroni (PSDI), Enrico Di Nepi (PRI), Mirella Cece (PLI)
, Carlo Alberto Ciocci (DC), Elio Mensurati (DC), Siro
Castrucci (DC), Alberto Volpi (DC) , Raffaele Rotiroti(PSI),
Nicola Girolami(PLI). Questi, tanto per citare i "candidati di prima
battuta". Naturalmente, 4-5 di questi candidati, offrono enormi garanzie
di impegno per la nostra Regione: Vittorio Sbardella, Cesare Cursi,
Vincenzo Pietrini, Gilberto Zavaroni ed Elio Mensurati. E' inutile
dilungarci con l'elenco telefonico-come troppo spesso avviene per le cronache
mondane-perche' troviamo ridicolo illudere potenziali "trombati".Cio' che
interessa a noi altri e' invitare gli amabili lettori ed esprimere non
solo il personalissimo voto di lista (votate per chi votate purche' votate!),
ma sollecitarli ad una preferenza utile per Roma, la Provincia e il Lazio.
Siamo stanchi di "accompagnare" allo sgabello di Montecitorio e in quello
di Palazzo Madama politici che, il giorno stesso dell'elezione, hanno gia'
dimenticato i problemi e le speranze dei propri elettori. Esempio: certi
candidati rifilati del Lazio, cacciati dal Sud. Ed anche tanti onorevoli
laziali che, ancora una volta, li troviamo in lista soprattutto nella Dicci'.
Onorevoli che hanno riscoperto i pensionati, la droga e i....trastulli
romani. Deputati di questo genere non servono certamente alla nostra Regione:
si sono sempre "imbucati" con la "fame nel mondo" dimenticando la "fame
nel Lazio". Ragion per cui potrebbero cambiar mestiere andando a vendere
fiori al mercato. Come altri onorevoli, vedi Alberto Michelini,
che strillano contro il Comune di Roma dimenticando di aver accettato per
quasi due anni l'assegno campidogliesco. Poiche' il Comune fa' schifo a
Michelini doveva rifiutare l'assegno. Doveva donarlo alla Caritas. Doveva
regalarlo a qualche famiglia bisognosa. E' troppo facile strillare in campagna
elettorale. Ed ora, care elettrici e cari elettori, questi sono i nostri
amici: DC- Giulio Andreotti, Clelio Darida, Mauro Bubbico,Vittorio Sbardella,
Francesco D'Onofrio, Silvia Costa, Carlo Merolli, Rolando Rocchi, Carlo
Alberto Ciocci, Cesare Cursi, Severino Lavagnini, Elio Mensurati, Siro
Castrucci, Rosanna Vaudetti. PSI- Giulio Santarelli ,Vincenzo Pietrini,
Gabriele Piermartini. PSDI- Dante Schietroma, Gilberto Zavaroni.
PRI- Tommaso Alibrandi, Enrico di Nepi PLI- Alfredo Annese, Mirella
Cece.
|