IL TEMPO CRONACA DI ROMA

11 marzo 1992

Il movimento Popolare invita i militanti a votare per il Partito Forlani, a difesa delle libertà

Il Cardinale Ruini, Presidente della Cei e l'assessore all'anagrafe Marco Ravaglioli, uno dei Candidati "caldeggiati" dalla componente di Comunione e Liberazione all'interno dell DC

CL IN CAMPO:" CON RUINI E LA DC"

Un falso manifesto razzista attribuito al Msi

Appoggio dei ciellini alla larga schiera dei candidati che sono espressione della maggioranza democristiana capitolina. Nello scudocrociato del Frusinate è lotta aperta. Contro i missini una misteriosa iniziativa. Si stringono le fila. A neppure ventiquattro ore della nuova sortita, la quarta in ordine di tempo, del Cardinale Camillo Ruini" per un impegno unitario dei cattolici" in occasione delle prossime elezioni, scende decisamente in campo il Movimento Popolare, braccio politico di Comunione e Liberazione, che subito si dichiara "unito con i vescovi nel voto". E uscendo dalle perifrasi invita, senza mezzi termini, "a votare Dc, scegliendo in particolare quei candidati che, nei fatti, hanno sostenuto le opere sociali sostenute dal Movimento Popolare". A Roma significa soprattutto Sbardella, Moschetti, il genero di Andreotti, Ravaglioli e gran parte dei candidati che fanno capo alla corrente del Presidente del Consiglio. Indirettamente una chiara presa di distanza dei ciellini dal capolista democristiano, Franco Marini. La scelta di campo del Movimento Popolare é ufficializzata con un documento intitolato:" Difendiamo la libertà", che parla di carte truccate, di clima torbido, di lotta frontale alla Dc allo scopo di smantellare lo stato sociale, tagliare le pensioni, , far pagare a tutti le rette degli ospedali, in nome del cosiddetto partito degli onesti e della modernizzazione. Una truffa ai danni dei più poveri, secondo Mp. "Voteremo Dc- spiegano i ciellini- perchè i vescovi hanno consigliato i cattolici a restare uniti nel voto e perchè, ora che il comunismo non fà più paura, i signori dell' economia e della finanza accarezzano il sogno di fare a meno della Dc. A dire il vero non hanno mai sopportato che al centro della vita politica italiana ci fosse un partito con radici popolari cattoliche." Quindi, una scelta di campo chiara e da considerare con attenzione. A Roma e nel Lazio il Movimento Popolare ha un forte radicamento nel sociale, nel mondo del lavoro, fra i giovani. Ma mentre il partito del biancofiore viene così pesantemente sostenuto in una fase certamente molto difficile della campagna elettorale, c'è anche chi lo accusa di raggiri e truffa. Il presidente del Movimento Europeo Liberal-cristiano, MIRELLA CECE, facente parte del gruppo indipendente della Dc, ha presentato un esposto alla Corte d'Appello, denunciando "artifizi e raggiri perpetrati nella composizione della lista presentata per la Camera dei Deputati." La CECE, che è giurista, ipotizza i reati di truffa e millantato credito non solo nei riguardi del suo Movimento, ma anche di tutti i cittadini della IX circoscrizione Roma-Viterbo-Latina-Frosinone e chiede al magistrato, "l'immediato provvedimento di urgenza cautelare di sospensione delle attività elettorali concernenti la lista della Democrazia Cristiana." Una nuova grana, dunque, che si inserisce nella lotta che scuote la Dc nell' intera circoscrizione o almeno in parte di essa. Monopolizzata da Sbardella l' area romano-viterbese, ben difesa quella pontina dei candidati locali, è il frosinate ad essere diventato terreno di scontro. Qui é battaglia senza quartiere fra Tuffi e Diana e fra Castrucci e il figlio di Galloni, con Ravaglioli già in fuga ascendente, grazie soprattutto all' appoggio, determinante, del senatore Claudio Vitalone. Ieri il Msi, intanto, ha fatto coprire tutti i manifesti contro gli immigrati affissi nottetempo nel quartiere Appio Latino-Metronio e attribuiti al partito di Fini, con tanto di simbolo bene in vista. Il testo, estremamente violento, chiedeva l'immediata espulsione degli extracomunitari, con viaggi di ritorno a carico delle ambasciate dei paesi d' origine, concludendo con un appello:" Il Msi, vi chiama a raccolta in difesa dell' Italia bianca e cattolica". "Si è trattato di una provocazione di bassa lega-dice Franco Storace, capo ufficio stampa del Msi- fatta attraverso un manifesto stampato in una tipografia sconosciuta e clandestina. Abbiamo immediatamente presentato denunzia contro ignoti." R.S.