NUOVA SOLIDARIETA'

maggio 1990

SETTIMANALE DI POLITICA, ECONOMIA E CULTURA NELLA TRADIZIONE DEL RINASCIMENTO ITALIANO

Elezioni

La Dr. Mirella Cece a New York con P.K.K Chan, esponente della Chinese Consolidated Benevolent Association.

Intervista alla Dr. Mirella Cece

" RISCOPRIRE NELLO SVILUPPO ECONOMICO LA VERA DIGNITA' DELL'UOMO."

La Dr. Mirella Cece, presidente del Movimento Liberal-Cristiano e candidato alle elezioni regionali del Lazio nelle liste della Democrazia Cristiana con il n. 20 ha accettato di rispondere ad alcune domande di Nuova Solidarietà.

Con quale spirito ha deciso di presentare la sua candidatura nelle liste della DC?

Il movimento da me presieduto, che ha già diverse migliaia di aderenti ed é composto da una federazione di due Sindacati quali il Sindacato giovani Avvocati e i Sindacato liberi Professionisti, nonché da dieci associazioni culturali, è confluito nella Democrazia Cristiana da qualche tempo. Io intendo dare un contributo di idee e di azione sia per il rinnovamento della nostra vita politica, che per una difesa dei diritti umani, intesi non come vuota affermazione programmatica ma come impegno serio e concreto per uno sviluppo economico e sociale. Questo significa ovviamente una politica economica che privilegi la crescita reale, lo sviluppo delle infrasrutture e soprattutto un impegno adeguato per combattere una concezione solamente finanziaria della ricchezza. La crescita economica deve invece corrispondere non sempicemente a mere cifre contabili ma a nuove case, scuole, ospedali, ed opere di pubblica utilità. Dobbiamo tornare a difendere il collegamento che deve esistere tra economia e moralità, come ha recentemente ricordato Giovanni Paolo II e come fu affermato, oramai più di vent'anni fa, nell' enciclica Populorum Progressio di Paolo VI.

Lei ha prima parlato di un suo impegno nel campo dei diritti umani.

Oggi questo termine é purtroppo diventato una specie di slogan servitoci in tutte le salse e buono per tutte le campagne. Io ritengo che la battaglia per i diritti umani sia qualcosa di molto concreto, che riguarda la nostra realtà quotidiana, anche su questioni di cui i giornali non parlano. E' con questo spirito infatti, che nel giugno dello scorso anno, mi sono recata negli Stati Uniti, come membro della Commissione Internazionale per i Diritti Umani, per perorare la causa dell' economista Lyndon LaRouche, ingiustamente incarcerato con l' accusa di "cospirazione per commettere reati finanziari". Nelle varie discussioni che ho intrattenuto con rappresentanze politiche, deputati e senatori degli Stati Uniti, mi sono resa conto che l'unica colpa commessa da LaRouche é stato il suo ruolo di statista e umanista, impegnato da decenni nella ricerca di soluzioni a problemi mondiali quali il debito delle nazioni del Terzo Mondo, la corruzione, dell' usura, il grave problema dello sviluppo economico. Ho potuto anche incontrare autorevoli membri della comunità cinese negli Stati Uniti a cui ho espresso la mia solidarietà per le loro iniziative volte alla ricostruzione morale, umana e democratica della Cina. A quasi un anno dell' anniversario del massacro della piazza Tienanmen, e riflettendo sull' ipocrisia del "democratico" occidente che ha versato lacrime di coccodrillo su quei tragici avvenimenti, ritengo che mai come ora sia necessario abbandonare la cinica concezione della Realpolitik e tornare a coniugare morale e politica, come fece Alcide De Gasperi, l' unico vero statista italiano di questo secolo.