NUOVA SOLIDARIETA'

7 ottobre 1989

CASO LAROUCHE

LA LETTERA DI "AMICUS CURIAE" CON CUI LA DOTTORESSA MIRELLA CECE HA PRESO PARTE ALL'APPELLO PER LYNDON LAROUCHE

"LAROUCHE HA L'UNICA COLPA DI AVER ESPRESSO VALORI A TUTTI I LIVELLI"

Pubblichiamo l' amicus curiae presentato dalla Dr. Mirella Cece alla Corte di Appello degli Stati Uniti della Contea di Richmond, in Virginia, in occasione dell' udienza di appello del caso LaRouche ed altri che si terrà il 6 ottobre. La Dr. Cece é esponente della Commissione Internazionale di Indagine sulla Violazione dei Diritti Umani. Ella è anche Presidente del Movimento Europeo Liberal Cristiano, e Direttore della rivista Atuttocampo. La Dr. Mirella Cece é stata lo scorso giugno negli Stati Uniti, in occasione dell' udienza in primo grado contro la signora Shelley Asher.

ALL' ECCELLENTISSIMA CORTE D' APPELLO Richmond Virginia Quarto Circuito

SUA ECCELLENZA IL PRESIDENTE

In relazione all' incarico internazionale conferitomi quale

" esponente della Commissione per l' Indagine sulla Violazione dei Diritti Umani" ho il dovere di informare codesta stimata Corte di alcune delle ingiustizie o illeggittimità avvenute nel caso" LaRouche ed altri". Ingiustizie ed iniquità, da me personalmente individuate con serena obiettività, nè di parte nè di schieramento politico.

IN FATTO

Da tutto il comportamento generale con il quale le Autorità statunitensi hanno condotto l' indagine, è emersa una precisa volontà non di ricerca di eventuali evasioni fiscali, aventi solo un contenuto amministrativo e quindi economico, ma una volontà di eliminare un' organizzazione " forse scomoda", formata da valenti operatori, che oltre ad avere capacità personali erano supportati da collaboratori che " forse conoscevano delle effettive verità" sulla conduzione di alcune gestioni politiche degli Stati Uniti. Ciò ha costituito per una frangia dello Stato nord-americano una preoccupazione, non come pericolo al "sistema istituzionale" ma come pericolo per degli "interessi personali o di qualche gruppo od organizzazione" per interessi contrapposti. Infatti, l' operazione "anti-LaRouche e la sua organizzazione" é scattata con lo scopo preciso di eliminarli e ciò si è concretizzato in un "blitz" di ben 400 uomini della Polizia di Stato, con intimidazione psico-fisiche e non come una serena indagine di Stato obiettivizzata affinchè i cittadini paghino le pur doverose tasse. LaRouche e la sua organizzazione pagavano le tasse ad essi spettanti, tutt' al più poteva trattarsi di qualche errore o mancanza, non certo riguardanti tutti i capi di accusa formulati con la precisa volontà di volerli a tutti i costi "criminalizzare". Volontà questa si sottolinea al contrario " politica e non di Stato" di eliminare uno scomodo concorrente. E' sufficiente andare a vedere anche superficialmente tutto l' operato di LaRouche e della sua organizzazione: Attività culturali con accenti di carattere spirituale e propositive di idee e di programmi , sane e costruttive nell' interesse dello Stato nord-americano e di tutti gli altri Paesi del mondo;

Attività di ricerche scientifiche;

Attività editoriali di valore culturale e scientifico;

Formazione culturale di giovani per avviarli ad una migliore istruzione sia nel campo del didattico che professionale;

Attività di promozione di conferenze sempre a scopo culturale;

e tante altre encomiabili azioni ed attività, che se lo Stato nord-americano fosse stato più obiettivo e sereno, avrebbe dovuto cooptare questo prezioso collaboratore con tutta la sua organizzazione. Valori a tutti i livelli essi hanno espresso:é questa la loro unica colpa.E, se anche degli ammanchi vi sono stati, lo Stato avrebbe dovuto sentirsi responsabile, poiché essi hanno dovuto colmare delle carenze statuali, dovute ad uno Stato troppo attento più al potere economico e politico, che agli interessi dei propri concittadini " tutti e nessuno escluso". Normalmente, tutte le attività sopra elencate, sono finanziate dallo Stato, direttamente o indirettamente alle varie organizzazioni proprio con l' intervento pubblico , e premia sia moralmente che con riconoscimenti pubblici l' operato di costoro , che dotati di buona volontà e di spirito da missionari, collaborano con lo Stato, al fine del raggiungimento di quei valori ed obiettivi che sono universalmente riconosciuti e sottoscritti dai Patti e dai Trattati internazionali.

IN DIRITTO

Varie carenze anche da un punto di vista strettamente tecnico-processuale sono state fatte:

1. ISTRUTTORIA SOMMARIA E NON FORMALE

Data l' importanza del caso e la sua complessità, l' indagine aveva necessità di tempi tecnici molto lunghi, considerato anche che si stava decidendo della vita di esseri umani e non di volgari animali da mandare al macello.

Il processo penale si caratterizza "per la prova". Solo con le prove schiaccianti, si deve ammettere la colpevolezza di un cittadino, ed in dubbio é la stessa legge-prassi-consuetudine che lo sancisce "pro reo". A LaRouche non è stato consentito di racimolare neanche qualche prova a suo favore: l' aggressività dell'azione, la repressione,hanno creato in tutti gli Stati Uniti un isolamento ed un terrore psicologico come se lo Stato avesse finalmente acciuffato "i grandi criminali dell' epoca".

2. ERRATA IMPOSTAZIONE DELLA TECNICA PROCESSUALE

Il sistema processuale nord-americano, almeno così appare agli occhi di noi spettatori, è basato su di un sistema molto democratico. A LaRouche invece ciò non è stato consentito. E' stato attuato il sistema "inquisitorio", dove lo Stato ha ampi poteri ed il cittadino deve subire. Tutto questo contrasta con le leggi e le costituzioni attuali basate sulla democraticità e sulla difesa dei diritti umani che sono " sacri ed inviolabili".Il cittadino ha il diritto di difendersi e lo Stato deve apprestare tutti gli strumenti necessari per garantire questo diritto, sia a salvaguardia della giustizia che della verità.

3. DISPARITA' DI TRATTAMENTO NELL' APPLICAZIONE DEI BENEFICI DI LEGGE

Al signor LaRouche non è stato consentito neanche di esercitare il diritto di ottenere la libertà provvisoria su cauzione, concessa al contrario a pericolosi criminali con precedenti penali e per imputazioni ben più gravi, quali rapine, omicidi,ecc. Quindi anche in questo vi è stata una grande disparità di trattamento tra un cittadino ed un altro, non basata sulla effettiva pericolosità sociale ma sugli interessi personali di qualcuno che gestisce il potere e non di chi avrebbe potuto imparzialmente amministrare lo Stato. In special modo, proprio in uno Stato quale quello nord-americano, che basa le sue leggi sugli usi-consuetudini-prassi che divengono vincolanti " erga omnes", ove un cittadino a sua difesa può invocare l' applicazione del principio dell' analogia che costituisce in questi casi un vero e proprio strumento legislativo.

4. IL PRINCIPIO DELL'IMPARZIALITA' DELLA CORTE E DELLA GIURIA

Tutta la campagna pubblicitaria di quotidiani e periodici che è stata fatta contro LaRouche sempre pilotata da nemici politici, tendenti a volerlo criminalizzare insieme alla sua organizzazione, non ha consentito al Collegio Giudicante ed alla Giuria nominata, un distaccato giudizio processuale. Inconsciamente essi sono stati plagiati e quindi fuorviati dall' effettiva realtà dei fatti e dei comportamenti, perfettamente al contrario " legali" che LaRouche ed i suoi collaboratori hanno avuto proprio in coerenza con se stessi e la linea politica che attuavano, in quanto fautori del rispetto delle leggi e delle sue Istituzioni. Costoro, che sono stati additati come criminali contro lo Stato, sono invece i migliori uomini che lo Stato nord-americano ha la fortuna di avere. Timorati di Dio e delle Istituzioni, hanno solo voluto collaborare per fini comuni. Tutto ciò permesso e considerato e volendo, cosciente del ruolo professionale dei Colleghi americani, rispettare i compiti ad ognuno assegnati, mi limito a segnalare queste violazioni e vessazioni, ma tante altre ne sono state commesse, e sarà compito dei difensori farli rilevare a codesta Spettabile Corte. Ma rimanendo nel mio ruolo di politica e di esponente della "Commissione di Indagine per la Violazione dei Diritti Umani", rivolgo

ISTANZA

a Codesta Illuminata Corte ed al Vostro alto senso di giustizia e di solidarietà umana ancor di più tra concittadini, sia a nome mio personale che del Movimento Europeo Liberal Cristiano aderente alla Democrazia Cristiana, da me Presieduto, a nome della "Commissione per l'Indagine sulla Violazione dei Dirirtti Umani", di voler prendere nuovamente in esame tutta la problematica processuale del caso lyndon LaRouche ed ei suoi collaboratori, e nello specifico, consentire che anche per il signor LaRouche sia concesso il beneficio della libertà provvisoria considerata la sua non pericolosità sociale ma al contrario ridando al mondo l' uomo che ha rappresentato quel valido supporto culturale e scientifico di cui l 'umanità ha bisogno. Confidando nell' accoglimento di questa istanza, che vuole essere un appello mondiale, rivolgo all' Eccellentissime S.V. , la preghiera di unirla agli atti processuali; Mi consenta questa Corte, a nome mio e dei miei Rappresentanti, porgere un rispettoso ossequio ed augurio dell' affermazione della giustizia.