CASO LAROUCHE
NUOVA SOLIDARIETA' 15 SETTEMBRE 1989
MENTRE LO STATISTA 67 ENNE SUBISCE IL CARCERE DURO SU RICHIESTA DI HENRY KISSINGER
NUOVI "AMICI CURIAE" PER LAROUCHE
In previsione del ricorso in appello che si aprira` il 6 ottobre, aumenta il numero di famosi esperti in materia di legge di tutto il mondo che sollecitano la Corte d'Appello di Virginia a rendere giustizia a LaRouche. La persecuzione politica contro lo statista 67 enne intanto continua: egli viene sottoposto a duri ritmi di lavoro fisico, sembra su richiesta di Henry Kissinger.
di Liliana Celani
Roma - La preoccupante degenerazione del sistema giudiziario americano e` questa settimana al centro di numerosi interventi di giuristi e personalita` eruropee, preoccupati per le sorti del prigioniero politico Lyndon H. LaRouche e dei suoi collaboratori, arrestati a seguito di un processo sommario lo scorso 27 gennaio e tuttora detenuti in attesa dell'appello, fissato per il 6 ottobre prossimo. Che l'arresto e la detenzione siano dovuti a motivi di vendetta politica da parte degli antagonisti politici di LaRouche all'interno dell'amministrazione Reagan, ed in particolare di Henry Kissinger, e` anche dimostrato dall'inaudito trattamento riservato all'anziano politico americano nel carcere di Rochester, in Minnesota, dove LaRouche e` costretto a compiere lunghi turni di lavori pesanti in cucina, nonostante i suoi 67 anni e nonostante un'infezione cutanea provocata dai detergenti. Stando ai medici del Federal Medical Center di Rochester, La Rouche e` stato sottoposto a turni di lavoro pesante perche` tutti i "lavori leggeri erano esauriti", e nonostante abbia superato l'eta` di pensionamento. Come riferisce il quotidiano di Rochester Post Bullettin, LaRouche non aveva "chiesto alcun trattamento di favore", e la direzione del carcere ne ha approfittato, pare sotto diretta richiesta di Kissinger, per mettere a dura prova le sue condizioni fisiche. Centinaia di personalita` da tutto il mondo, tra cui l'ammiraglio Zenker, ex capo della Marina tedesca, hanno inviato telegrammi di protesta al Presidente Bush per il trattamento imposto a LaRouche, indegno di un paese civile.

GIURISTI EUROPEI SI RIVOLGONO ALLA CORTE D'APPELLO
La fase di appello si aprira` il prossimo 6 ottobre a Richmond, in Virginia (USA) con un intervento dell'ex ministro della Giustizia americano Ramsey Clark, ora avvocato difensore di LaRouche. Per assicurare che vengano revocate le irregolarita` anticostituzionali del "processo lampo" di Alexandria, decine di famosi giuristi da tutta Europa si sono rivolti direttamente alla Corte d'Appello di Richmond chiedendo un corretto trattamento per LaRouche e gli altri appellanti. La richiesta e` stata formulata in numerose lettere "amicus curiae", una forma di partecipazione ufficiale al processo da parte di giuristi internazionali. Tra i piu` recenti firmatari di tali lettere "amicus curiae" vanno segnalati in particolare l'avv.Peter G.Stein, docente di diritto civile all'Universita`di Cambridge (Gran Bretagna), nonche` giudice di pace a Cambridge da 18 anni; il prof. Kimminich, famoso esperto tedesco di diritto dei popoli; l'avv.Konrad Loew, dirigente della Societa` Internazionale per i Diritti Umani a Monaco di Baviera; nonche` due importanti giuristi svizzeri impegnati nel movimento a favore della vita, e numerosi loro colleghi francesi, preoccupati anche per i continui arresti di manifestanti contro l'aborto in tutti gli Stati Uniti. Dall'Italia hanno sottoscritto le lettere "amicus curiae" l'avv. Pasquale Petrolillo, presidente della Federazione Italiana Avvocati Procuratori, l'avv.Vincenzo Savarese, avvocato di Cassazione, la Dr. Mirella Cece, presidente del Movimento Europeo Liberal Cristiano, e l'avv. Emilio Bussi, professore emerito di Storia del Diritto Italiano presso l'Universita` di Modena. In una nota inviata a commento del processo di appello, l'avv. Petrolillo afferma che "i due elementi fondamentali del torto fatto a LaRouche sono certamente l'interferenza dei reati fiscali addebitatigli e la riduzione in catena per arresto dello stesso accusato. E` evidente che sorprende l'incontro non certo occasionale tra un processo tributario ed uno penale, incontro avvenuto in occasione dell'esame delle responsabilita` tributaria fatta inserire maliziosamente nel caso per poter procedere alla condanna degli imputati con argomenti diversi da quelli che si sarebbe potutoi trovare sul piano penalistico. Ed e` per5 questo che non offre nessun affidamento la condanna del LaRouche "soprattutto" se si considera che il LaRouche e` stato messo in catene in fondo dai suoi avversari politici'. In un appello al Presidente della Corte d'Appello di Richmond, Dr. Mirella Cece elenca le ragioni "in fatto" ed in "diritto" che richiedono l'immediata revisione "di tutta la problematica processuale del caso di Lyndon LaRouche e dei suoi collaboratori". Considerate le attivita` culturali, scientifiche, editoriali promosse dal signor LaRouche, che lo Stato dovrebbe promuovere invece di osteggiare, la Dr. Cece presenta istanza alla Corte d'Appello affinche` "sia concesso per il signor LaRouche il beneficio della liberta` provvisoria, considerata la sua non pericolosita` sociale, ma al contrario ridando al mondo l'uomo che ha rappresentato quel valido supporto culturale e scientifico di cui l'umanita`ha bisogno.