MESSAGGERO

28 maggio 1987

 

Il sindacato praticanti

Sono proprio esami da abolire?

LA BATTAGLIA é appena iniziata, anzi, a leggere il bollettino della dottoressa Mirella Cece, Presidente del Sindacato Autonomo Praticanti Procuratori Legali, l' atmosfera prelude a una vera e propria guerra. Innanzitutto l' organo che rappresenta i " quasi avvocati" chiede l' abolizione degli esami di abilitazione perché la fiducia accordata a un praticante per quattro anni da uno studio legale e la possibilità di assistere clienti durante i processi sembrano essere requisiti sufficienti all'abilitazione professionale. "Rendiamoci conto - afferma Mirella Cece- che con questi assurdi esami si toglie a un vero e proprio professionista tutto ciò che é riuscito a conseguire nei quattro anni di praticantato, il che é profondamente ingiusto" . Nel piano del sindacato c'é anche la piena parità dei praticanti, anche durante il quadriennio, con i procuratori in ordine soprattutto alle competenze ed onorari professionali nonchè la facoltà di iscrizione alla Cassa Avvocati e Procuratori per precostituirsi la pensione. Non vi é dubbio che la serie di rivendicazioni di cui il sindacato si fà portavoce e che vengono sostenute dalla quasi totalità dei candidati che cozzano contro il muro degli esami, muovono dalla considerazione che, in pratica, gli aspiranti procuratori svolgono in tutto e per tutto la professione per un considerevole periodo di tempo ma poi si trovano a dover dar conto della propria preparazione con una serie di prove giudicate inutili. Parlando con i candidati vengono fuori ricordi di vecchi esami e molti di loro confessano che gli sembra di tornare ai tempi dell'Università, quando il professore voleva sapere dettagliatamente i casi di nullità del negozio giuridico o l'attività del TAR. "Ma é ovvio che queste cose le sappiamo -dicono- ormai esercitiamo la professione da anni; vediamo come ce la caviamo nei processi che forse é una cosa un po' più importante". Nonostante i programmi del sindacato,però, almeno per quest' anno gli esami si sono svolti e i candidati sono lì a trepidare per la loro sorte. "Ma qualcosa si muoverà - dice la dottoressa Cece- e speriamo che gli esami di questa sessione siano gli ultimi cui abbiano dovuto partecipare".

E.G.

IL PUNTO

11 giugno 1987

 

SI DEVE CAMBIARE L' ESAME PER I PROCURATORI LEGALI

Contestata la vigente normativa nel corso di una affollata assemblea

di Massimo Belli

 

Dopo l'assemblea di categoria, svoltasi a Frosinone, presieduta dalla presidentessa del sindacato autonomo nazionale praticanti procuratori legali, dott.ssa Mirella Cece, i praticanti procuratori di tutta Italia sono scesi in sciopero nei giorni scorsi, denunciando una situazione veramente a dir poco strana. Perche` la protesta? Perche' questi giovani laureati si lamentano? Presto detto. Il periodo, secondo l'attuale legge di praticantato e quindi di iscrizione al registro dei praticanti procuratori legali e` di quattro anni e per tutto questo tempo il praticante procuratore e` abilitato al patrocinio avanti le preture del Distretto di appartenenza. Sin qui` tutto regolare. Ma, alla scadenza del periodo, se non e` superato l'esame (le medie delle bocciature dell'ultimo esame sono proprio state nefaste: Torino 96%, Milano 94% e Roma 86%) si e` cancellati d'ufficio dal registro non potendo cosi` piu` esercitare! Roba da "Der Process" Kafkiano. Eppure e` l'assurda e dura realta`. Questa situazione, oltretutto e per fortuna, non ha riscontro in nessun altro ordine professionale. La mancanza di fiducia degli ordini forensi verso i giovani laureati in Giurisprudenza davvero non riusciamo a capire su quali elementi si basi. Eppure la facolta` di Giurisprudenza italiane sfornano anche magistrati, notai, dirigenti. Ci spiega la dott.ssa Cece: "per ovviare all'assurdo problema dell'esame capestro ci stiamo muovendo con una proposta di legge popolare che modifichi l'attuale praticantato ed esame d'abilitazione in questi termini: un anno di tirocinio presso le universita` per approfondire la teoria del diritto ed al contempo frequentare uno studio legale per "conoscere" la prassi forense; terminato il corso sostenere un esame teorico pratico inerente agli studi compiuti durante il tirocinio, dopoche` essere abilitati al patrocinio avanti le preture e diventare, dopo quattro anni, procuratore legale (oppure anticipare il periodo quadriennale con il concorso), il tutto rigorosamente controllato dagli ordini forensi (in particolare l'effettivo esercizio professionale dei praticanti procuratori). Non chiediamo nulla di insensato e neanche vogliamo agevolazioni ma soltanto che tutti possano avere il diritto di affrontare serenamente la professione". Nulla da eccepire sulle rivendicazioni dei praticanti procuratori legali ed anzi siamo convinti che una migliore organizzazione interna degli ambienti giudiziari puo` sortire positivamente per l'avvio della tanto sospirata riforma di un mondo che agli occhi del profano sembra un moloch e non un luogo ove poter rivendicare i propri diritti.